E business, lanciarsi nelle agenzie di viaggi
Il grande mondo dell’e business ci ha dimostrato che per certi settori la sua trasformazione è stata decisiva se non rivoluzionaria rispetto, ad esempio, a settori come il turismo. Da quando su Internet sono nate delle agenzie con lo speciale algoritmo di ricerca che permetteva a qualsiasi utente, in maniera molto veloce e facile, di prenotare un albergo, un volo e farlo secondo suoi propri standard- low cost, luxury, zona-tutto il mondo dei viaggi è cambiato. Molte agenzie che non hanno saputo tenersi al passo con i tempi hanno chiuso e sul web alcuni che hanno tentato di imitare il successo hanno anche loro fallito. Perché?
L’e business dei viaggi non è semplice. Soprattutto, non ci si improvvisa. Intanto, chi è titolare del sito web, per poter esercitare l’attività , deve avere la qualifica di ‘ direttore tecnico di agenzia di viaggi’ che, ancora oggi, è un titolo difficile da prendere soprattutto per la mancanza di bandi nelle regioni. In secondo luogo, bisognerebbe specializzarsi in un settore come turismo religioso, gay, culturale perché è difficile riuscire in questo settore volendolo affrontare nella sua totalità . Solo i grandi professionisti, da anni sul mercato, ci riescono.
Per l’e business nel settore viaggi occorre, poi, una partita iva, e una capacità di investimento- non avendo un ufficio fisico ma solo ‘virtuale’- di circa 100 mila euro. I costi sono contenuti ma molto dipende dall’andamento della cosa: alcuni settori, come il turismo religioso sono dati in crescita ma bisogna, in quei casi, saper creare il ‘bisogno’ di qualcosa che in genere si fa da sé, come organizzare il proprio pellegrinaggio. Bisogna creare una rete di contatti con i fornitori- quali alberghi, ristoranti, musei, chiese- e riuscire a creare pacchetti viaggi competitivi. Cosa non facile, soprattutto per i competitors che ci sono in giro.